Templum Domini
Sancta Catholica et Apostolica Ecclesia
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Il Canone


Noi siamo la Sancta Catholica et Apostolica Ecclesia Templum Domini





In cosa crediamo


Siamo una chiesa cristiana cattolica ed apostolica. Questo è il nostro Credo:


Io credo in Dio, Padre Onnipotente,
creatore del cielo e della terra;
e in Gesù Cristo, suo Figlio, nostro Signore,
il quale fu concepito di Spirito Santo,
nacque da Maria Vergine,
patì sotto Ponzio Pilato,
fu crocifisso, morì e fu sepolto;
discese agli inferi;
il terzo giorno risuscitò da morte;
salì al cielo,
siede alla destra di Dio Padre onnipotente;
di là verrà a giudicare i vivi e i morti.
Credo nello Spirito Santo,
la santa Chiesa del Cristo nostro Signore,
la comunione dei santi,
la remissione dei peccati, la risurrezione della carne, la vita eterna.
Amen.


Noi adoriamo la Santissima Trinità e veneriamo gli angeli e i santi.

Riguardo la diatriba cosidetta del <<Filioque>> non prendiamo posizione perchè crediamo nell'uguaglianza delle tre Persone Divine.

Crediamo nei patriarchi e nei santi che sono stati dichiarati tali da nostro Signore Gesù Cristo.

Crediamo nella Gran Madre di Dio, la Beata sempre Vergine Maria e negli angeli.
In particolare veneriamo gli Arcangeli:
Michele, che è il combattente e il protettore dei credenti,
Gabriele, che è l'annunciatore,  colui che porta la Parola di Dio
Raffaele, che è il guaritore delle anime ma anche dei corpi
Uriele che è colui che porta la spada, la parola e il fuoco di Dio.

In particolare ci poniamo sotto la protezione dell'arcangelo San Michele.

Come testo di riferimento teniamo in sommo grado la <<Didachè>>, un catechismo scritto nel periodo apostolico (quindi nel I° secolo).
Sulla base dell'esempio degli apostoli (di cui noi ci consideriamo i discendenti grazie alla successione apostolica) coloro che frequentano la nostra chiesa non sono considerati fedeli, ma discepoli, sono considerati apostoli tutti coloro che oltre a seguire la via del Cristo scelgono di intrapprendere la via sacerdotale.

Noi non facciamo  proselitismo. Tutti coloro che si considerano cristiani hanno libero accesso alla Chiesa e ai sacramenti. Non teniamo infatti un elenco dei fedeli, ma solo un elenco di coloro che ricevono i sacramenti.

Riconosciamo validi i sacramenti impartiti da tutte le chiese che possono vantare una valida successione apostolica.

Il canone biblico

Insieme alle Chiese Ortodosse riteniamo ispirata la traduzione della Bibbia cosidetta dei Settanta (che comprende al suo interno alcuni libri che invece non sono ritenuti ispirati dalla Chiesa Cattolica).

Tuttavia, nel normale svolgimento dell'apostolato quotidiano usiamo la Bibbia di Gerusalemme perchè consideriamo tale traduzione più fedele all'originale.

Usiamo i 4 vangeli canonici, ma usiamo anche alcuni testi considerati apocrifi, in particolare :
il vangelo secondo Tommaso,
il vangelo di santa Maria Maddalena
e il vangelo di san Filippo apostolo
poichè contengono degli insegnamenti che noi riteniamo importanti per la fede cristiana.

Siamo particolarmente legati al vangelo di san Giovanni.

L'ecumenismo

Crediamo nell'ecumenismo tra tutti i cristiani e siamo disponibili alla concelebrazione con qualunque ministro validamente ordinato.
Se e quando questo avviene, preferiamo  concelebrare la liturgia con il nostro rito, che è il <<Rito Gallicano Antico>> , da noi modificato e tradotto in lingua locale mantenendo tutte le parti essenziali e contenente alcune parti in Latino per una maggior comprensione da parte dei discepoli , tuttavia siamo disposti ad altre opzioni liturgiche valutando di volta in volta secondo le circostanze.

Il clero

Essendo noi una chiesa di derivazione antica e tradizionalista ammettiamo ai tre gradi del ministero ordinato solamente uomini.

Tutti i cristiani di sesso maschile possono accedere, previa adeguata istruzione, ai tre gradi del sacramento dell'ordine purchè battezzati, confermati e in possesso dei necessari requisiti morali.

Ai membri del clero si dà libera scelta di essere sposati o meno, pur preferendo gli sposati (perchè riteniamo che siano meglio in grado di di capire e consigliare coloro che necessitano di aiuto spirituale).

Pur aborrendo ogni atteggiamento omofobo non riteniamo gli omosessuali candidati adatti al ministero ordinato.

Secondo la necessità della chiesa e secondo il giudizio del vescovo ordinante (o del Patriarca), possono essere benedetti degli ipodiaconi (o suddiaconi) che - come tali - non vengono ordinati, ma nominati e benedetti allo scopo di essere introdotti successivamente all'ordinazione ministeriale vera e propria.
Possono anche esser nominati dei lettori il cui compito è di leggere le scritture ma non i sacri Evangeli.  Possono essere nominati lettori anche le donne.

Gli ipodiaconi hanno il compito di coadiuvare i ministri ordinati e di avere cura della chiesa (ne sono i custodi) svolgendo così di fatto le funzioni degli <<ostiari>> della chiesa antica.

diaconi possono officiare la liturgia della Parola, battezzare, benedire (l'acqua lustrale, il sale le persone e gli oggetti), distribuire le Sacre Specie e, solo su delega del vescovo, celebrare i matrimoni.

I presbiteri e i vescovi svolgono le stesse funzioni normalmente svolte e riconosciute in tutte le chiese cristiane dotate di successione apostolica, così come avveniva nei primi secoli.

Le decisioni della chiesa vengono prese collegialmente seguendo le linee guida del Patriarca.

Tutti i membri del clero devono mantenere se stessi e la propria famiglia tramite un onesto lavoro e contribuiscono al mantenimento della chiesa pagando una piccola quota mensile alla cassa della Chiesa.

E' fatto divieto assoluto, pena l'allontanamento immediato e altre sanzioni ecclesiastiche, di fare richiesta ai discepoli di denaro sia per scopi personali sia per la Chiesa. Vengono accettate offerte e donazioni, purchè siano spontanee e libere.

Per questo motivo non viene effettuata la questua durante la Divina Liturgia, ma un cestino (o una cassetta) delle offerte è disponibile per chi voglia liberamente donare.

Non è ammesso chiedere o imporre tariffe per i sacramenti o altri riti cristiani (battesimi, matrimoni, funerali, messe in suffragio, eccetera......perfino per semplici benedizioni!).

Tutti i membri del clero devono essere disponibili a recarsi presso le abitazioni di coloro che ne facciano richiesta per benedizioni a persone e luoghi, per portare le Sacre Specie o anche solo solo per un conforto morale e religioso.

Si ribadisce che nulla è dovuto a tutto il corpo presbiterale e nulla deve essere preteso. Il presbitero in difficoltà economica si può rivolgere al suo vescovo. Il vescovo, dietro decisione collegiale (se è il caso e se è possibile) provvederà a fornire al presbitero in difficoltà il necessario sostegno economico.

Ai membri del clero è raccomandato l'uso della veste talare onde essere immediatamente riconosciuti come sacerdoti. Sulla veste talare è obbligatorio apporre la croce raggiata o lo stemma della chiesa.

Il clero indossa lo zucchetto. Se autorizzato è concesso l'uso del cappello a cilindro (secondo l'uso delle chiese ortodosse), ma con lo stemma della chiesa.

Tuttavia è ammesso l'uso del clergyman.

Ogni parrocchia o missione si deve dotare di tutto il necessario per officiare la liturgia (tranne i messali che verranno forniti dalla sede centrale) e si dovrà inoltre dotare dei registri dei sacramenti.

Il presbitero a cui viene affidata una parrocchia o una missione deve comportarsi con diligenza, come un buon padre di famiglia.

Laddove vengano create nuove parrocchie in altri stati o in città lontane dalla sede Patriarcale, viene nominato un responsabile che terrà la contabilità e traccia scritta di ogni atto compiuto nella chiesa e per conto della chiesa.
A questo responsabile viene concessa una certa autonomia (anche economica), ma pur sempre sotto il controllo del santo sinodo.
Eventuale surplus economico sarà destinato in beneficenza o per l'espansione della chiesa.

Se un presbitero (o diacono) desidera lasciare la chiesa per migrare in un'altra chiesa cristiana, ciò gli viene concesso, dietro richiesta scritta, con un'apposita bolla di liberazione dal vincolo del giuramento; sempre che il suo comportamento sia sempre stato retto ed esemplare.
In alternativa viene ridotto allo stato laicale.

Se un ministro ordinato desidera abbandonare il ministero viene ridotto allo stato laicale.

In caso di ripensamento, su richiesta scritta dell'interessato, previo unanime consenso del sinodo, può essere riaccolto nel clero senza ovviamente essere riordinato.

Gradi ecclesiastici

Lettore, ipodiacono (o suddiacono), diacono, presbitero (o sacerdote), parroco, canonico, monsignore, arciprete, arciprete mitrato, vescovo, arcivescovo, Patriarca.
Al Patriarca è dovuto il titolo di <<Sua Beatitudine>>.
All'arcivescovo è dovuto il titolo di <<Sua Eminenza>>.
Al vescovo è dovuto il titolo di <<Sua Eccellenza>>.
Dall'arciprete mitrato fino al monsignore è dovuto il titolo di <<Reverendissimo>> e al di sotto <<Reverendo>>.

Tutti i presbiteri hanno l'appellativo di <<Padre>>, che per anzianità e per meriti può essere concesso anche al diacono.
I sacramenti e i sacramentali

Celebriamo i sette sacramenti :
    Battesimo
    Cresima o Confermazione
    Eucarestia
    Riconciliazione (confessione ed assoluzione)
    Matrimonio
    Ordine
    Unzione degli infermi (estrema unzione)

La Divina Liturgia

Il clero celebra il <<Rito Gallicano Antico>> modificato in lingua italiana, ma con alcune preghiere in latino.
Il rito Gallicano era in uso in Francia prima del Concilio di trento ed è stato ripristinato e diffuso tra gli ortodossi occidentali provenienti dalla Chiesa Cattolica in Europa e in America.

Sia all'inizio che alla fine del rito i ministri fanno una processione lungo la chiesa.

I paramenti sono di colore oro, bianco, rosso e verde durante l'anno, viola per messe di suffragio, neri per i funerali. Se la Liturgia viene celebrata di domenica (giorno del Signore) si usano i colori oro o bianco.

Si dà preferenza ai paramenti latini, ma sono ammessi i paramenti anche di altre tradizioni liturgiche, purchè l'uso sia autorizzato di volta in volta.

Il ministro ordinato celebra rivolto all'altare (quindi dando le spalle al popolo) perchè è colui che conduce e guida i discepoli verso Dio.

E' concesso di celebrare rivolti al popolo di Dio solo in particolari condizioni di messa all'aperto (durante la quale si è sprovvisti di tabernacolo verso cui volgersi).

E' permesso il Giovedì Santo, posizionando i discepoli attorno alla sacra mensa, per commemorare l'ultima cena.
E in altre occasioni particolari nelle quali il ministro ordinato, ritenendo la cosa più idonea per l'edificazione dei discepoli, scelga di celebrare coi presenti intorno alla sacra mensa.
In questo caso è prescritto di preparare la sacra mensa con le tovaglie bianche che arrivano fino a terra e con dei tappeti sotto il tavolo posto al centro della chiesa, perchè crediamo nell'importanza della teologia della bellezza.

Tuttavia questa forma è da ritenersi sempre straordinaria e non ordinaria.

La santa eucaristia  viene sempre impartita sotto entrambe le specie, in obbedienza al comando di Nostro Signore Gesù Cristo.

È fatto assoluto divieto di consegnare il pane o l’ostia consacrata nelle mani di chi non sia stato consacrato.

Comunicando il discepolo il sacerdote lo chiamerà per nome pronunciando la frase : “..nome.. ricevi il corpo ed il sague di nostro Signore Gesù Cristo per il perdono e la vita eterna”

Crediamo fermamente nel dogma della <<transustanziazione>> in base al quale il pane e il vino diventano realmente il corpo e il sangue di Gesù Cristo.

I bambini maschi che sono stati cresimati e hanno ricevuto la prima comunione possono svolgere il servizio di chirichetti indossando una veste bianca o in mancanza un abito adeguato.

In alcuni casi sono ammesse anche le bambine.

Durante la liturgia, quando il ministro lo ritiene opportuno, impartisce l'assoluzione collettiva.

Alla fine del rito, quando è possibile, il ministro celebra con i discepoli l'<<antidoro>>, consistente di pane, vino e sale benedetti (in riferimento a una usanza cavalleresca medioevale).
Digiuni

E' richiesta un'ora di digiuno prima di ricevere l'Eucaristia, ma viene data dispensa per gli ammalati.

Si raccomanda l'astinenza da carne, alcool e sesso per 3 giorni prima di ricevere prima comunione, confermazione e matrimonio.

Durante la Quaresima è consigliabile (ma non obbligatoria) l'astinenza da  carne, alcool e sesso.
Il culto dei santi

Nei primi secoli della fede i cristiani hanno tangibilmente sperimentato la potenza di intercessione di alcuni loro fratelli e sorelle nella fede oramai passati al cospetto del Signore.
Le fonti storiche infatti ci dicono che alcuni guarirono miracolosamente semplicemente toccando le ossa dei martiri.
Altri furono esauditi nelle loro preghiere semplicemente invocandoli come intercessori.

La medesima esperienza si è ripetuta quando i cristiani si sono rivolti in preghiera verso i i loro fratelli defunti che essi consideravano essere stati in vita particolarmente esemplari ed eroici nella pratica delle virtù cristiane.
E' da qui che nel popolo di Dio è nata l'esigenza di proclamare alcuni <<santi>> e di confidare nella loro intercessione presso Dio.
Nei primi secoli tale proclamazione avveniva per acclamazione del popolo di Dio.
Successivamente le Chiese hanno ritenuto più prudente un vero e proprio processo canonico che esaminasse attentamente la vita e le virtù di ogni singolo candidato e i miracoli che per sua intercessione il Signore avrebbe compiuto.

Tuttavia mentre nella Chiesa Cattolica Romana i teologi discutono se tale esame avvenga sotto l'ispirazione dello Spirito Santo, la Chiese Ortodosse (e noi con loro) ritengono che tale processo sia solo umano e non infallibile.

Tanto è vero che ci sono casi storici documentati nei quali un santo, proclamato tale nella Chiesa Ortodossa, è stato cancellato dal calendario perchè sospettato di avere sostenuto una eresia.
Ciò è stato fatto senza alcun problema. Questo dimostra che la proclamazione alla santità è frutto di un processo solo umano (seppure ecclesiastico) e non divino.
Noi pertanto crediamo che possono essere sicuramente e infallibilmente considerati sicuramente santi solo coloro che Nostro Signore Gesù Cristo ha dichiarato tali. Per esempio San Giovanni Battista.

I santi di tutte le epoche sono persone che hanno acquistato grandi meriti davanti alla SS.Trinità e che spesso sono stati ispirati da Dio a compiere determinate opere o particolari scelte di vita.
Pertanto possono essere pregati come intercessori. Ma noi crediamo fermamente che se per loro intercessione avviene un miracolo, questo miracolo viene compiuto da Dio e non dal santo di volta in volta invocato.
Una spiritualità militante

Nel Santo Vangelo troviamo scritto che quando alcuni soldati si avvicinarono per chiedere a San Giovanni Battista cosa essi dovessero fare, il Precursore rispose <<accontentatevi delle vostre paghe>>
Ancora nel Santo Vangelo leggiamo che quando il Nostro Signore Gesù Cristo guarì la figlia di un centurione non gli chiese di rinunciare alla propria professione.

La Chiesa antica non ha mai condannato il servizio militare (salvo prese di posizione isolate che però non sono mai state accettate dalla gerarchia), ma ha solo raccomandato ai cristiani di svolgerlo con intelligenza, carità e buon senso così da evitare qualunque eccesso (si pensi alle raccomandazioni che sono state date a questo riguardo da quel grande Padre della Chiesa che fu S.Agostino).

Durante il cosidetto medioevo la fusione tra l'ideale germanico guerriero e l'ideale delle virtù cristiane diede origine all'istituzione del cavalierato.
Il candidato, dopo aver passato una notte in preghiera, veniva nominato cavaliere e prometteva davanti a Dio di usare la propria spada esclusivamente al servizio del bene e della giustizia.
Fu proprio dal successo di questa istituzione che durante le crociate la Chiesa Cattolica Romana approvò la fondazione di veri e propri ordini monastici cavallereschi: Gli Ospitalieri, i Teutonici e sopratutto i Templari (la cui Regola fu scritta da quel grande santo che fu San Bernardo di Chiaravalle).

E' interessante notare come durante la storia alcuni cristiani abbiano talvolta paragonato il combattimento spirituale alla vita militare, fino ad arrivare a prenderne a prestito il linguaggio.

Per esempio nella Chiesa Cattolica Romana Sant'Ignazio di Loyola, un ex militare che si è convertito dopo essere stato ferito in battaglia, decise di fondare un ordine religioso la cui struttura ricalcasse quella militare e la chiamò  <<Compagnia di Gesù>>.
Il termine <<Compagnia>> è preso a prestito dal linguaggio militare.
Osserviamo con ironia che oggi il termine, nel linguaggio ordinario della vita quotidiana, è associato all'idea dell'amicizia. Così che quando si parla di <<compagnia>> non si pensa generalmente a un gruppo organizzato di soldati, ma a una <<compagnia>> di amici.
Questo slittamento della semantica ha prodotto, col trascorrere dei secoli, una grave perdita dello spirito iniziale all'interno dell'ordine; specialmente dopo il Concilio Vaticano II.
Tuttavia è come se  un certo tipo di spiritualità, buttato fuori dalla porta, sia poi rientrato dalla finestra dopo secoli.
Infatti nel XX secolo in Messico è sorta una nuova congregazione religiosa col nome di <<Legionari di Cristo>>, che già dal nome riprende il linguaggio militare applicandolo alla vita cristiana.

Del resto non era in uso dire ai bambini che ricevevano il sacramento della confermazione <<Tu ora diventi soldato di Cristo>> ?.

In questo senso (e solo dopo avere fatto queste necessarie premesse) noi ci consideriamo una chiesa militante sotto il comando dell'arcangelo San Michele.
La nostra Chiesa si pone sotto la protezione dell'arcangelo San Michele e per questo lo prega quotidianamente.

Se è vero che San Michele è a capo delle 9 legioni di angeli, noi credenti ci consideriamo la sua decima legione.
Come tali additiamo noi stessi la parte più scarsa, alla stregua di riservisti; ma pur sempre combattenti.
In questo senso noi ci consideriamo – e di fatto siamo – una Chiesa michelita.

Dal XIX secolo in poi vi è stata una rifioritura, seppure talvolta in forma laica, dei cosidetti ordini cavallereschi.
Molti membri della nostra Chiesa fanno parte di suddetti ordini. E noi incoraggiamo tale prassi per dare loro una regola di vita e sane abitudini che fortifichino la pratica delle virtù cristiane.  

Teologia morale

FIDANZATI. I rapporti sessuali prematrimoniali non sono considerati un peccato, a condizione che siano compiuti come atto di vero amore.
In questo senso sono considerati un atto di donazione reciproca.

Ai fidanzati che intendono iniziare un periodo di convivenza prematrimoniale (per verificare il proprio rapporto in vista della celebrazione del sacramento del matrimonio) viene data una speciale benedizione.

DIVORZIO. Esperiti tutti i tentativi di riconciliare l'unione, sussistendo valide ragioni, il vescovo proclama lo scioglimento del matrimonio.

NOZZE DI MISERCORDIA. Sussistendo validi motivi i matrimoni possono essere sciolti per 2 volte e possono esserne celebrati di nuovi massimo tre volte.

OMICIDIO. L'assassino può ricevere l'assoluzione solo dopo aver ottenuto il perdono dei famigliari della vittima ed aver espiato con buona condotta, opere di carità, preghiere e penitenze.

ABORTO. Non è considerato peccato se la gravidanza mette in pericolo la vita della madre.
Verrà valutato caso per caso davanti a gravidanze indesiderate in seguito a violenza e stupro.

STUPRO e PEDOFILIA. Non si prevede l'assoluzione per questi peccati.


Apostolato

NO MESSE DI GUARIGIONE.

Sono tassativamente vietate perchè creano false aspettative se chi le celebra non ha ricevuto effettivamente da Dio il carisma di operare guarigioni.

Sono invece autorizzate preghiere di intercessione e di guarigione.

A queste celebrazioni possono partecipare tutti, fuorchè gli assassini e i satanisti.

La nostra derivazione apostolica è certa e verificabile.

Onoreficenze

La chiesa si riconosce il diritto di concedere onoreficenze e titoli cavallereschi  

Questi titoli vengono concessi a tutti i buoni cristiani che contribuiscono alla diffusione della Buona Novella e supportano la nostra chiesa.

Sanzioni ecclesiastiche

Ai membri della nostra chiesa possono essere comminate delle sanzioni.

Le pene sono censura, censura pubblica (comunicata ai fedeli), allontanamento, sospensione <<a divinis>>, scomunica, denuncia alle autorità competenti.

La censura per per peccati di lieve entità.
Viene registrata, ma rimane nel foro interno della chiesa.

Il collegio sacerdotale riunito, sentite tutte le testimonianze e valutate tutte le prove a carico o discolpa, decide sulla base delle eventuali pene da comminare.

Qualora il comportamento sia scorretto in maniera grave, e comunque dia scandalo, la censura viene resa pubblica tramite annuncio ai fedeli (usando anche i mezzi di comunicazione).

L'allontanamento dalla chiesa viene comminato in caso di palese scandalo, se pur il colpevole ha manifestato pentimento.

Se invece il colpevole non ha manifestato ravvedimento e per giunta è ministro ordinato è prevista anche la riduzione allo stato laicale.
Il santo sinodo si riserva di dare comunicazione a un eventuale vescovo che voglia incardinarlo successivamente.

Per i gravissimi peccati di pedofilia, sodomia palese, celebrazione di riti satanici è prevista l'immediata scomunica.

Il sacerdote che venga a conoscenza di reati di pedofilia è obbligato a darne immediata comunicazione ai suoi superiori che provvederanno a informare le autorità competenti.












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