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La Via


I Nostri Vescovi e Sacerdoti


Nella Nostra Santa Chiesa applichiamo quanto scritto nella Sacra Scrittura
"Bisogna dunque che il vescovo sia... marito di una sola moglie... che governi bene la propria famiglia e tenga i figlioli in sottomissione e tutta riverenza...se uno non sa governare la propria famiglia, come potrà aver cura della Chiesa di Dio?" (1 Timoteo 3:1-7; Tito 1:5:9).

Quindi il vescovo sposato non è una eccezione ma la regola cosi vale per i sacerdoti e i diaconi, coloro che nella Nostra Santa Chiesa che fanno voto di celibato sono i monaci, i quali non si dedicano alla evangelizzazione del mondo, ma alla adorazione e contemplazione di Dio mediante la preghiera e la meditazione, seguendo una regola di castità, povertà ed anche di isolamento dal mondo mediante la clausura.

Per coloro che scelgono per loro vocazione la via sacerdotale o monastica a significare che lasciano gli affanni del mondo, per entrare in quello spirituale, usano un nome sacerdotale che può essere affiancato al loro nome anagrafico, tale nome spesso è indicativo della loro missione spirituale che vogliano effettuare.

Atti 20:17; 1 Pietro 5:2; qui vengono delineati i compiti e l'ufficio dei vescovi, vescovi che hanno la funzione di padri amorevoli che insegnano ai propri figli ma anche sorveglianti che la parola di Dio venga correttamente messa in atto.



La Via Sacerdotale e la Via Consacrata


Spesso vi è confusione tra le due vie entrambe consacrate dedicate e vissute ad imitazione di Nostro Signor Gesù Cristo, prestando servizio a nostra Santa Madre Chiesa per la missione di evangelizzazione come si evince dai santi vangeli. Facendo riferimento al santo vangelo noi possiamo trovare la distinzione.

Nel corso del suo ministero pubblico,  Nostro Signore Gesù Cristo,è stato seguito da molte persone, uomini e donne, da lui chiamati a condividere la sua strada. Nel vangelo di  San Marco,  viene raccontata la chiamata di Simone e Andrea, ed anche  quella di Giacomo e Giovanni (Mc 1, 16-20; cfr. 2, 13-14). Non sono però gli unici a sentirsi invitati a seguire Gesù. Anche il "giovane ricco" si sente proporre questa chiamata (Mc 10, 21). Tale chiamata non fu corrisposta, A seguire Gesù poi ci sono anche diverse donne: e alcune di loro saranno con lui anche ai piedi della croce (Mc 15, 40-41). Questa prima chiamata fa di queste persone dei discepoli.

Gesù si ritira sul monte seguito da una moltitudine di discepoli, tra questi ne individua e seleziona dodici e a questi dà, affida, un Mandato costituendoli Apostoli (Mc 3, 13-19; cfr. 6, 7-13).

La Chiesa associa la chiamata e il servizio tipico degli apostoli alla Gerarchia costituita dal sacramento dell'Ordine. I vescovi sono i successori degli Apostoli: ciascuno di loro guida la Chiesa particolare a lui affidata. Qual'è la peculiarità dei vescovi (e di coloro a cui essi "delegano"alcune delle caratteristiche più importanti del loro sacerdozio, cioè i sacerdoti)? La vocazione peculiare del vescovo e del prete (e in qualche modo anche del diacono) è fare ciò che Gesù ha fatto. E cosa ha fatto Gesù nella sua vita e nel suo ministero pubblico? Essenzialmente ha annunciato il Vangelo e ha operato miracoli e guarigioni. Il vescovo e il prete, in effetti, sono tali per predicare la Parola di Dio e compiere quei miracoli che sono i sacramenti. Attraverso di loro Gesù opera ancora per noi in modo indubitabile.




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